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La Storia

Il Borgo ha avuto origine dalla trasformazione del complesso abbaziale fondato dai monaci Guglielmiti nell'XI secolo e passato successivamente ai benedettini

San Pietro Aquaeortus nasce come complesso monastico costruito probabilmente sull'area di un precedente culto pagano. La presenza dell'abbazia viene citata intorno all'anno 1000. Si trovava a Sud dei terreni ricompresi nella donazione fatta da conte Winildo nel 1038 al monastero di San Salvatore del Monte Amiata, a cavallo del confine tra la contea di Chiusi e quella di Orvieto. Nel XIII secolo i monaci di San Pietro appartenevano all'ordine cistercense fondato nel secolo XI con lo spirito di ritornare a condurre una vita monastica secondo l'originaria fisionomia della regola benedettina che all'indomani del concilio di Aquisgrana (817) aveva perduto progressivamente i tratti distintivi dell'austerità e del lavoro manuale. L'ordine ebbe origine dall'abbazia di Cîteaux (in latino Cistercium), in Borgogna, fondata da Roberto di Molesmes nel 1098 e si diffuse rapidamente anche in Italia dove sono tuttora note le abbazie di Fossanova, Casamari, Tre Fontane, Chiaravalle.

Dal '400 al '600
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Tra la fine del '400 e i primi del '500 la sua storia si unisce a quella della chiesa orvietana di San Giovanni Evangelista degli Agostiniani di Bologna. Nel 1469 il monastero viene ridotto a commenda secolare a favore del nobile Enrico Monaldeschi che ne fece rinuncia a favore dei Canonici Regolari Lateranensi e l'atto fu approvato da Leone X con una bolla dell'8 gennaio 1517. Nel 1653 la guida della chiesa del borgo passa dai Canonici Regolari al clero secolare.

Dal '600 all'800
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Nel 1676 i Canonici vendettero la proprietà di San Pietro Acquaeortus al cardinale Bonelli dal quale passò alla famiglia Sinibaldi, poi a quella del marchese Girolamo Antinori a eccezione di un "piccolo terreno lavorativo con casa e chiesa" rimasti alla parrocchia. Tra il 1768 e il 1775 Nicola Antinori vendette i terreni a Francesco Costarelli che li trasmise ai suoi discendenti. Nel 1844 la tenuta di San Pietro fu acquistata dal canonico orvietano Giovanni Napoleoni e in seguito passò, per successione, a Luigi Napoleoni e ai suoi figli ed eredi Giovanni e Paolo che l'hanno amministrata fino ai primi decenni del 1900.

Dall'800 all'urbanesimo

Tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e i primi del Novecento il borgo era stato dotato, da parte dei comuni di Allerona e Fabro, della strada, della scuola, e del cimitero, servizi fondamentali per la piccola comunità che, con l'insieme dei casolari circostanti, ha mantenuto una popolazione costante di circa duecento individui. A cavallo tra le due guerre mondiali, la vita del borgo si svolgeva in stretto rapporto con Allerona, sede del comune. Il fenomeno dell'urbanesimo che, a partire dagli anni '50 del Novecento, ha interessato tutte le campagne sottraendo progressivamente ad esse mano d'opera per l'industria e i servizi nei grandi centri abitati, non ha risparmiato questa frazione che già nel censimento del 1961 registrava 113 abitanti quasi del tutto spariti alla fine degli anni Settanta.

Il territorio

Il borgo di San Pietro Acquaeortus è collocato nel territorio dell'Alto Orvietano, tra l'Alto Lazio e il Basso Senese. La sua posizione consente di raggiungere in poco tempo località turistiche di grande pregio. In Toscana, il centro termale di San Casciano dei Bagni, la Val d'Orcia e le perle medioevali della Maremma Toscana (Pitigliano, Sorano, Sovana). Nel Lazio, il lago di Bolsena, Viterbo e la Tuscia viterbese. In Umbria, il borgo è vicinissimo a Orvieto, dove risplende il gioiello assoluto del Duomo. Sono facilmente raggiungibili Perugia, Assisi, Città della Pieve, il lago Trasimeno e i suoi borghi medioevali.

Il turismo

La zona dell'alto orvietano sta vivendo una fase di sviluppo legata al turismo e allo sfruttamento delle risorse naturalistiche e paesaggistiche. Il Borgo di Parrano rinasce sotto l'impulso di un grande progetto di sviluppo integrato d'area che comprende la ricettività, il benessere termale, la produzione vinicola e la pratica di sport come golf su un campo a 18 buche. Il Castello della Sala, residenza dei marchesi Antinori, è circondato da una delle aziende vinicole più prestigiose della regione. Nella vicina Montegabbione si può visitare La Scarzuola, città ideale dai connotati magico-esoterici realizzata dall'architetto Tommaso Buzzi. Altre strutture ricettive, ripristinate con il recupero attento di casali e ville padronali, stanno tornando a vivere sotto la guida di persone innamorate del fascino unico di questi luoghi.

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